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circa 2100–1900 BC
Abraham: The Covenant
God calls Abram from Ur, establishes an everlasting covenant, and promises a son through whom all nations will be blessed.
Versetti di questo periodo
- Genesi 14:13ca. 1913 a.C.
Ed alcuno ch’era scampato venne e rapportò la cosa ad Abramo Ebreo, il qual dimorava nelle pianure di Mamre Amorreo, fratello di Escol, e fratello di Aner, i quali erano collegati con Abramo.
- Genesi 14:14ca. 1913 a.C.
Ed Abramo, com’ebbe inteso che il suo fratello era menato prigione, armò trecendiciotto de’ suoi allievi nati in casa sua, e perseguì coloro fino in Dan.
- Genesi 14:15ca. 1913 a.C.
Ed egli, co’ suoi servitori, li assalì di notte da diverse bande, e li sconfisse, e li perseguì fino in Hoba, ch’è dal lato sinistro di Damasco.
- Genesi 14:16ca. 1913 a.C.
E ricoverò tutta la roba; riscosse ancora Lot suo fratello, e la sua roba, ed anche le donne, e il popolo.
- Genesi 14:17ca. 1913 a.C.
E di poi, come egli se ne ritornava dalla sconfitta di Chedor-laomer e de’ re ch’erano con lui, il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle della pianura, ch’è la Valle del re.
- Genesi 14:18ca. 1913 a.C.
E Melchisedec, re di Salem, arrecò pane e vino; or egli era sacerdote dell’Iddio altissimo.
- Genesi 14:19ca. 1913 a.C.
E lo benedisse, dicendo: Benedetto sia Abramo, appo l’Iddio altissimo, possessor del cielo e della terra.
- Genesi 14:20ca. 1913 a.C.
E benedetto sia l’altissimo Iddio, che ti ha dati i tuoi nemici nelle mani. Ed Abramo gli diede la decima di ogni cosa.
- Genesi 14:21ca. 1913 a.C.
E il re di Sodoma disse ad Abramo: Dammi le persone, e prendi per te la roba.
- Genesi 14:22ca. 1913 a.C.
Ma Abramo rispose al re di Sodoma: Io ho alzata la mano al Signore Iddio altissimo, possessor del cielo e della terra;
- Genesi 14:23ca. 1913 a.C.
se, di tutto ciò ch’è tuo, io prendo pure un filo, od una correggia di scarpa; che talora tu non dica: Io ho arricchito Abramo;
- Genesi 14:24ca. 1913 a.C.
salvo sol quello che questi fanti hanno mangiato, e la parte degli uomini che sono andati meco, cioè: Aner, Escol e Mamre; essi prenderanno la lor parte.
- Genesi 15:1ca. 1911 a.C.
DOPO queste cose, la parola del Signore fu indirizzata ad Abramo in visione, dicendo: Non temere, o Abramo, io ti sono scudo; il tuo premio è molto grande.
- Genesi 15:2ca. 1911 a.C.
Ed Abramo disse: O Signore Iddio, che mi daresti? conciossiachè io viva senza figliuoli, e colui che ha il governo della mia casa è questo Eliezer Damasceno.
- Genesi 15:3ca. 1911 a.C.
Abramo disse ancora: Ecco, tu non mi hai data progenie; ed ecco, un servo nato in casa mia sarà mio erede.
- Genesi 15:4ca. 1911 a.C.
Ed in quello stante, la parola del Signore gli fu indirizzata, dicendo: Costui non sarà tuo erede; anzi colui che uscirà delle tue viscere sarà tuo erede.
- Genesi 15:5ca. 1911 a.C.
Poi lo menò fuori, e gli disse: Riguarda ora verso il cielo, ed annovera le stelle, se pur tu le puoi annoverare. Poi gli disse: Così sarà la tua progenie.
- Genesi 15:6ca. 1911 a.C.
Ed esso credette al Signore; e il Signore gl’imputò ciò a giustizia.
- Genesi 15:7ca. 1911 a.C.
E gli disse: Io sono il Signore che ti ho fatto uscire di Ur de’ Caldei, per darti questo paese, acciocchè tu lo possegga.
- Genesi 15:8ca. 1911 a.C.
Ed Abramo rispose: Signore Iddio, a che conoscerò io che io lo possederò?
- Genesi 15:9ca. 1911 a.C.
E il Signore gli disse: Pigliami una giovenca di tre anni, ed una capra di tre anni, ed un montone di tre anni, ed una tortora ed un pippione.
- Genesi 15:10ca. 1911 a.C.
Ed egli prese tutte quelle cose, e le partì per lo mezzo, e pose ciascuna metà dirimpetto all’altra; ma non partì gli uccelli.
- Genesi 15:11ca. 1911 a.C.
Or certi uccelli discesero sopra quei corpi morti, ed Abramo, sbuffando, li cacciò.
- Genesi 15:12ca. 1911 a.C.
Ed in sul tramontar del sole, un profondo sonno cadde sopra Abramo; ed ecco, uno spavento ed una grande oscurità cadde sopra lui.
- Genesi 15:13ca. 1911 a.C.
E il Signore disse ad Abramo: Sappi pure che la tua progenie dimorerà come straniera in un paese che non sarà suo, e servirà alla gente di quel paese, la quale l’affliggerà; e ciò sarà per lo spazio di quattrocent’anni.