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circa 1900–1700 BC
Jacob, Joseph & Egypt
Jacob wrestles with God and becomes Israel; Joseph is sold into slavery yet rises to save the world from famine.
Versetti di questo periodo
- Genesi 26:1ca. 1804 a.C.
OR vi fu fame nel paese, oltre alla prima fame ch’era stata al tempo di Abrahamo. E Isacco se ne andò ad Abimelecco, re de’ Filistei, in Gherar.
- Genesi 26:2ca. 1804 a.C.
E il Signore gli apparve, e gli disse: Non iscendere in Egitto; dimora nel paese che io ti dirò.
- Genesi 26:3ca. 1804 a.C.
Dimora in questo paese, ed io sarò teco, e ti benedirò; perciocchè io darò a te, ed alla tua progenie, tutti questi paesi; ed atterrò ciò che io ho giurato ad Abrahamo tuo padre.
- Genesi 26:4ca. 1804 a.C.
E moltiplicherò la tua progenie, talchè sarà come le stelle del cielo; e darò alla tua progenie tutti questi paesi; e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie.
- Genesi 26:5ca. 1804 a.C.
Perciocchè Abrahamo ubbidì alla mia voce ed osservò ciò che io gli avea imposto di osservare, i miei comandamenti, i miei statuti, e le mie leggi.
- Genesi 26:6ca. 1804 a.C.
E Isacco adunque dimorò in Gherar.
- Genesi 26:7ca. 1804 a.C.
E le genti del luogo lo domandarono della sua moglie. Ed egli disse: Ella è mia sorella; perciocchè egli temeva di dire: Ella è mia moglie; che talora le genti del luogo non l’uccidessero per cagion di Rebecca; perciocchè ella era di bell’aspetto.
- Genesi 26:8ca. 1804 a.C.
Or avvenne che, dopo ch’egli fu dimorato quivi alquanti giorni, Abimelecco, re de’ Filistei, riguardando per la finestra, vide Isacco, che scherzava con Rebecca, sua moglie.
- Genesi 26:9ca. 1804 a.C.
E Abimelecco chiamò Isacco, e gli disse: Ecco, costei è pur tua moglie; come adunque hai tu detto: Ell’è mia sorella? E Isacco gli disse: Perciocchè io diceva: E’ mi convien guardare che io non muoia per cagion d’essa.
- Genesi 26:10ca. 1804 a.C.
E Abimelecco gli disse: Che cosa è questo che tu ci hai fatto? per poco alcuno del popolo si sarebbe giaciuto con la tua moglie, e così tu ci avresti fatto venire addosso una gran colpa.
- Genesi 26:11ca. 1804 a.C.
E Abimelecco fece un comandamento a tutto il popolo, dicendo: Chiunque toccherà quest’uomo, o la sua moglie, del tutto sarà fatto morire.
- Genesi 26:12ca. 1804 a.C.
E Isacco seminò in quel paese; e quell’anno trovò cento per uno. E il Signore lo benedisse.
- Genesi 26:13ca. 1804 a.C.
E quell’uomo divenne grande, e andò del continuo crescendo, finchè fu sommamente accresciuto.
- Genesi 26:14ca. 1804 a.C.
Ed avea gregge di minuto bestiame, ed armenti di grosso, e molta famiglia; e perciò i Filistei lo invidiavano.
- Genesi 26:15ca. 1804 a.C.
Laonde turarono, ed empierono di terra tutti i pozzi che i servitori di suo padre aveano cavati al tempo di Abrahamo.
- Genesi 26:16ca. 1804 a.C.
E Abimelecco disse ad Isacco: Partiti da noi; perciocchè tu sei divenuto molto più possente di noi.
- Genesi 26:17ca. 1804 a.C.
Isacco adunque si partì di là, e tese i padiglioni nella Valle di Gherar, e dimorò quivi.
- Genesi 26:18ca. 1804 a.C.
E Isacco cavò di nuovo i pozzi d’acqua, che erano stati cavati al tempo di Abrahamo, suo padre, i quali i Filistei aveano turati dopo la morte di Abrahamo; e pose loro gli stessi nomi che suo padre avea lor posti.
- Genesi 26:19ca. 1804 a.C.
E i servitori d’Isacco cavarono in quella valle, e trovarono quivi un pozzo d’acqua viva.
- Genesi 26:20ca. 1804 a.C.
Ma i pastori di Gherar contesero co’ pastori d’Isacco, dicendo: Quest’acqua è nostra. Ed esso nominò quel pozzo Esec; perciocchè essi ne aveano mossa briga con lui.
- Genesi 26:21ca. 1804 a.C.
Poi cavarono un altro pozzo, e per quello ancora contesero; laonde Isacco nominò quel pozzo Sitna.
- Genesi 26:22ca. 1804 a.C.
Allora egli si tramutò di là, e cavò un altro pozzo, per lo quale non contesero; ed egli nominò quel pozzo Rehobot; e disse: Ora ci ha pure il Signore allargati, essendo noi moltiplicati in questo paese.
- Genesi 26:23ca. 1804 a.C.
Poi di là salì in Beerseba.
- Genesi 26:24ca. 1804 a.C.
E il Signore gli apparve in quella stessa notte, e gli disse: Io son l’Iddio di Abrahamo, tuo padre; non temere; perciocchè io son teco, e ti benedirò, e moltiplicherò la tua progenie, per amor di Abrahamo mio servitore.
- Genesi 26:25ca. 1804 a.C.
Ed egli edificò quivi un altare, ed invocò il Nome del Signore, e tese quivi i suoi padiglioni; e i suoi servitori cavarono quivi un pozzo.