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circa AD 48–96
Letters to the Churches
Paul and other apostles write to strengthen, correct, and encourage the scattered churches across the Roman world.
Versetti di questo periodo
- 2 Corinzi 11:17ca. 60 d.C.
Ciò ch’io ragiono in questa ferma confidanza di vanto, non lo ragiono secondo il Signore, ma come in pazzia.
- 2 Corinzi 11:18ca. 60 d.C.
Poichè molti si gloriano secondo la carne, io ancora mi glorierò.
- 2 Corinzi 11:19ca. 60 d.C.
Poichè voi, così savi, volentieri comportate i pazzi.
- 2 Corinzi 11:20ca. 60 d.C.
Perciocchè, se alcuno vi riduce in servitù, se alcuno vi divora, se alcuno prende, se alcuno s’innalza, se alcuno vi percuote in sul volto, voi lo tollerate.
- 2 Corinzi 11:21ca. 60 d.C.
Io lo dico a nostro vituperio, noi siamo stati deboli; e pure, in qualunque cosa alcuno si vanta, io lo dico in pazzia, mi vanto io ancora.
- 2 Corinzi 11:22ca. 60 d.C.
Sono eglino Ebrei? io ancora; sono eglino Israeliti? io ancora; sono eglino progenie di Abrahamo? io ancora.
- 2 Corinzi 11:23ca. 60 d.C.
Sono eglino ministri di Cristo? io parlo da pazzo, io lo son più di loro; in travagli molto più; in battiture senza comparazione più; in prigioni molto più; in morti molte volte più.
- 2 Corinzi 11:24ca. 60 d.C.
Da’ Giudei ho ricevute cinque volte quaranta battiture meno una.
- 2 Corinzi 11:25ca. 60 d.C.
Io sono stato battuto di verghe tre volte, sono stato lapidato una volta, tre volte ho rotto in mare, ho passato un giorno ed una notte nell’abisso.
- 2 Corinzi 11:26ca. 60 d.C.
Spesse volte sono stato in viaggi, in pericoli di fiumi, in pericoli di ladroni, in pericoli della mia nazione, in pericoli da’ Gentili, in pericoli in città, in pericoli in solitudine, in pericoli in mare, in pericoli fra falsi fratelli;
- 2 Corinzi 11:27ca. 60 d.C.
in fatica, e travaglio; sovente in veglie, in fame, ed in sete; in digiuni spesse volte; in freddo, e nudità.
- 2 Corinzi 11:28ca. 60 d.C.
Oltre alle cose che son di fuori, ciò che si solleva tuttodì contro a me, è la sollecitudine per tutte le chiese.
- 2 Corinzi 11:29ca. 60 d.C.
Chi è debole, ch’io ancora non sia debole? chi è scandalezzato, ch’io non arda?
- 2 Corinzi 11:30ca. 60 d.C.
Se convien gloriarsi, io mi glorierò delle cose della mia debolezza.
- 2 Corinzi 11:31ca. 60 d.C.
Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale è benedetto in eterno, sa ch’io non mento.
- 2 Corinzi 11:32ca. 60 d.C.
In Damasco, il governatore del re Areta avea poste guardie nella città de’ Damasceni, volendomi pigliare;
- 2 Corinzi 11:33ca. 60 d.C.
ma io fui calato dal muro per una finestra, in una sporta; e così scampai dalle sue mani.
- 2 Corinzi 12:1ca. 60 d.C.
CERTO, il gloriarmi non mi è spediente; nondimeno io verrò alle visioni e rivelazioni del Signore.
- 2 Corinzi 12:2ca. 60 d.C.
Io conosco un uomo in Cristo, il quale, son già passati quattordici anni, fu rapito se fu col corpo, o senza il corpo, io nol so, Iddio il sa fino al terzo cielo.
- 2 Corinzi 12:3ca. 60 d.C.
E so che quel tal uomo se fu col corpo, o senza il corpo, io nol so, Iddio il sa
- 2 Corinzi 12:4ca. 60 d.C.
fu rapito in paradiso, e udì parole ineffabili, le quali non è lecito ad uomo alcuno di proferire.
- 2 Corinzi 12:5ca. 60 d.C.
Io mi glorierò di quel tale; ma non mi glorierò di me stesso, se non nelle mie debolezze.
- 2 Corinzi 12:6ca. 60 d.C.
Perciocchè, benchè io volessi gloriarmi, non però sarei pazzo; poichè direi verità; ma io me ne rimango, acciocchè niuno stimi di me sopra ciò ch’egli mi vede essere, ovvero ode da me.
- 2 Corinzi 12:7ca. 60 d.C.
Ed anche, acciocchè io non m’innalzi sopra modo per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stato dato uno stecco nella carne, un angelo di Satana, per darmi delle guanciate; acciocchè io non m’innalzi sopra modo.
- 2 Corinzi 12:8ca. 60 d.C.
Per la qual cosa ho pregato tre volte il Signore, che quello si dipartisse da me.