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Versetti biblici su Commerce

82 versetti · 64 aspetti

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  1. Or essi non sapevano che Giuseppe li intendesse; perciocchè fra loro vi era un interprete.

  2. E Giuseppe si rivoltò indietro da loro, e pianse. Poi ritornò a loro, e parlò loro, e prese d’infra loro Simeone, il quale egli fece incarcerare in lor presenza.

  3. Poi Giuseppe comandò che si empiessero di grano le lor sacca, e che si rimettessero i danari di ciascun d’essi nel suo sacco, e che si desse loro provvisione per lo viaggio. E così fu lor fatto.

  4. Ed essi, caricato sopra i loro asini il grano che aveano comperato, si partirono di là.

  5. E l’uno di essi, aperto il suo sacco, per dar della pastura al suo asino nell’albergo, vide i suoi danari ch’erano alla bocca del suo sacco.

  6. E disse a’ suoi fratelli: I miei danari mi sono stati restituiti; e anche eccoli nel mio sacco. E il cuore isvenne loro, e si spaventarono, dicendo l’uno all’altro: Che cosa è questo che Iddio ci ha fatto?

  7. Poi, venuti a Giacobbe, lor padre, nel paese di Canaan, gli raccontarono tutte le cose ch’erano loro intervenute, dicendo:

  8. Quell’uomo, che è rettor del paese, ci ha parlato aspramente, e ci ha trattati da spie del paese.

  9. E noi gli abbiam detto: Noi siamo uomini leali; noi non fummo giammai spie.

  10. Noi eravamo dodici fratelli, figliuoli di nostro padre, e l’uno non è più; e il minore è oggi con nostro padre, nel paese di Canaan.

  11. E quell’uomo, rettor del paese, ci ha detto: Per questo conoscerò che voi siete uomini leali: lasciate un di voi fratelli appo me, e prendete quanto vi fa bisogno per la necessità delle vostre casa, e andate.

  12. E menatemi il vostro fratel minore; ed io conoscerò che voi non siete spie, anzi uomini leali; ed io vi renderò il vostro fratello, e voi potrete andare attorno trafficando per lo paese.

  13. Abbiate bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, e hin giusto. Io sono il Signore Iddio vostro, che vi ho tratti fuor del paese di Egitto.

  14. Osservate adunque tutti i miei statuti e tutte le mie leggi, e mettetele in opera. Io sono il Signore.

  15. Ed Hiram mandò in quel navilio, co’ servitori di Salomone, i suoi servitori marinari, intendenti dell’arte marinaresca.

  16. Ed essi, arrivati in Ofir, tolsero di là quattrocenventi talenti d’oro, i quali condussero al re Salomone.

  17. E tutti i vasellamenti della credenza del re Salomone erano d’oro; parimente tutti i vasellamenti della casa del bosco del Libano erano d’oro fino; nulla era d’argento; l’argento non era in alcuna stima al tempo di Salomone.

  18. Perciocchè il re avea delle navi, che facevano viaggi in Tarsis, co’ servitori di Huram; in tre anni una volta quelle navi di Tarsis venivano; portando oro ed argento, ed avorio, e scimmie, e pappagalli.

  19. Così il re Salomone fu, in ricchezze ed in sapienza, il più grande d’ogni altro re della terra.

  20. Così dicano quelli che scendono nel mare sopra navi, Che fanno traffico su per le grandi acque.

  21. Essi veggono le opere del Signore, E le sue maraviglie nel profondo mare.

  22. Perciocchè, alla sua parola, egli fa levare il vento di tempesta, Il quale alza le onde di esso.

  23. Salgono al cielo, poi scendono agli abissi; L’anima loro si strugge di male.

  24. Saltano, e traballano come un ebbro; E perdono tutto il lor senno.

  25. Ma, gridando al Signore, mentre sono in distretta, Egli li trae fuor delle loro angosce.