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Versetti biblici su Night
Versetti biblici chiave
Così mi sono stati dati per eredità de’ mesi molesti; E mi sono state assegnate per parte mia notti penose.
Se mi son posto a giacere, dico: Quando mi leverò? Quando sarà passata la notte? E mi stanco di dimenarmi fino all’alba.
Il micidiale si leva allo schiarir del dì Uccide il povero, e il bisognoso; E poi la notte opera da ladro.
Parimente l’occhio dell’adultero osserva la sera, Dicendo: L’occhio di alcuno non mi scorgerà; E si nasconde la faccia.
Spaventi lo coglieranno come acque, Il turbo l’involerà di notte.
La mia radice era aperta alle acque, E la rugiada era tutta la notte in su i miei rami.
Io mi affanno ne’ miei sospiri; Io allago tutta notte il mio letto, E bagno la mia lettiera colle mie lagrime.
Tu hai provato il mio cuore, tu l’hai visitato di notte; Tu mi hai messo al cimento, e non hai trovato nulla; La mia bocca non trapassa il mio pensiero.
Un giorno dietro all’altro quelli sgorgano parole; Una notte dietro all’altra dichiarano scienza.
O Dio mio, io grido di giorno, e tu non rispondi; Di notte ancora, e non ho posa alcuna.
Perciocchè l’ira sua dura solo un momento; Ma la sua benevolenza dura tutta una vita; La sera appo noi alberga il pianto, Ma la mattina vi è giubilo.
Quando io mi ricordo di te sul mio letto. Io medito di te nelle veglie della notte.
Tuo è il giorno, tua eziandio è la notte; Tu hai ordinata la luna e il sole.
Io mi ricordo come già io sonava; Io medito nel mio cuore di notte, E lo spirito mio va investigando.
Tu mandi le tenebre, ed e’ si fa notte, Nella quale tutte le fiere delle selve vanno attorno.
I leoncelli rugghiano dietro alla preda, E per chiedere a Dio il lor pasto.
Ma, tosto ch’è levato il sole, si raccolgono, E giacciono ne’ lor ricetti.
Allora l’uomo esce alla sua opera, Ed al suo lavoro, infino alla sera.
Gli occhi miei prevengono le vigilie della notte. Per meditar nella tua parola.
Cantico di Maalot, di Davide. ECCO, benedite il Signore, voi tutti i servitori del Signore, Che state le notti nella Casa del Signore,
E se dico: Certo, le tenebre mi appiatteranno, La notte sarà luce d’intorno a me.
In su la sera, in sul vespro del dì. In su l’imbrunire ed oscurar della notte;
Perciocchè il suo traffico è buono, ella lo gusta; La sua lampana non si spegne di notte.
Io ho cercato nel mio letto, nelle notti, Colui che l’anima mia ama; Io l’ho cercato, e non l’ho trovato.
IO dormiva, ma il mio cuore vegliava; Ed io udii la voce del mio amico, il quale, picchiando, diceva: Aprimi, sorella mia, amica mia, Colomba mia, compiuta mia; Perciocchè il mio capo è pieno di rugiada, E le mie chiome delle stille della notte.