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circa AD 48–96

Letters to the Churches

Paul and other apostles write to strengthen, correct, and encourage the scattered churches across the Roman world.

2,767 versetti · 21 libri trattati

Versetti di questo periodo

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  1. Romani 9:1ca. 60 d.C.

    IO dico verità in Cristo, io non mento, rendendomene insieme testimonianza la mia coscienza per lo Spirito Santo:

  2. Romani 9:2ca. 60 d.C.

    che io ho gran tristezza, e continuo dolore nel cuor mio.

  3. Romani 9:3ca. 60 d.C.

    Perciocchè desidererei d’essere io stesso anatema, riciso da Cristo, per li miei fratelli, miei parenti secondo la carne;

  4. Romani 9:4ca. 60 d.C.

    i quali sono Israeliti, de’ quali è l’adottazione, e la gloria, e i patti, e la costituzion della legge, e il servigio divino, e le promesse;

  5. Romani 9:5ca. 60 d.C.

    de’ quali sono i padri, e de’ quali è uscito, secondo la carne, il Cristo, il quale è sopra tutti Iddio benedetto in eterno. Amen.

  6. Romani 9:6ca. 60 d.C.

    TUTTAVIA non è che la parola di Dio sia caduta a terra; poichè non tutti coloro che son d’Israele, sono Israele.

  7. Romani 9:7ca. 60 d.C.

    Ed anche, perchè son progenie d’Abrahamo, non sono però tutti figliuoli; anzi: In Isacco ti sarà nominata progenie.

  8. Romani 9:8ca. 60 d.C.

    Cioè: non quelli che sono i figliuoli della carne, son figliuoli di Dio; ma i figliuoli della promessa son reputati per progenie.

  9. Romani 9:9ca. 60 d.C.

    Perciocchè questa fu la parola della promessa: In questa medesima stagione io verrò, e Sara avrà un figliuolo.

  10. Romani 9:10ca. 60 d.C.

    E non solo Abrahamo, ma ancora Rebecca, avendo conceputo d’un medesimo, cioè d’Isacco nostro padre, udì questo.

  11. Romani 9:11ca. 60 d.C.

    Perciocchè, non essendo ancor nati i figliuoli, e non avendo fatto bene o male alcuno acciocchè il proponimento di Dio secondo l’elezione dimorasse fermo, non per le opere, ma per colui che chiama, le fu detto:

  12. Romani 9:12ca. 60 d.C.

    Il maggiore servirà al minore,

  13. Romani 9:13ca. 60 d.C.

    secondo ch’egli è scritto: Io ho amato Giacobbe, ed ho odiato Esaù.

  14. Romani 9:14ca. 60 d.C.

    Che diremo adunque? Evvi egli iniquità in Dio? Così non sia.

  15. Romani 9:15ca. 60 d.C.

    Perciocchè egli dice a Mosè: Io avrò mercè di chi avrò mercè, e farò misericordia a chi farò misericordia.

  16. Romani 9:16ca. 60 d.C.

    Egli non è adunque di chi vuole, nè di chi corre, ma di Dio che fa misericordia.

  17. Romani 9:17ca. 60 d.C.

    Poichè la scrittura dice a Faraone: Per questo stesso ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza, ed acciocchè il mio nome sia predicato per tutta la terra.

  18. Romani 9:18ca. 60 d.C.

    Così, egli fa misericordia a chi egli vuole, e indura chi egli vuole.

  19. Romani 9:19ca. 60 d.C.

    Tu mi dirai adunque: Perchè si cruccia egli ancora? perciocchè, chi può resistere alla sua volontà?

  20. Romani 9:20ca. 60 d.C.

    Anzi, o uomo, chi sei tu, che replichi a Dio? la cosa formata dirà ella al formatore: Perchè mi hai fatta così?

  21. Romani 9:21ca. 60 d.C.

    Non ha il vasellaio la podestà sopra l’argilla, da fare d’una medesima massa un vaso ad onore, ed un altro a disonore?

  22. Romani 9:22ca. 60 d.C.

    Quanto meno se, volendo Iddio mostrar la sua ira, e far conoscere il suo potere, pure ha comportati con molta pazienza i vasi dell’ira, composti a perdizione?

  23. Romani 9:23ca. 60 d.C.

    Acciocchè ancora facesse conoscere le ricchezze della sua gloria sopra i vasi della misericordia, i quali egli ha innanzi preparati a gloria?

  24. Romani 9:24ca. 60 d.C.

    I quali eziandio ha chiamati, cioè noi, non sol d’infra i Giudei, ma anche d’infra i Gentili.

  25. Romani 9:25ca. 60 d.C.

    Siccome ancora egli dice in Osea: Io chiamerò Mio popolo, quel che non è mio popolo; ed Amata, quella che non è amata.