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circa AD 95
The Revelation
John's vision on Patmos unveils the cosmic victory of the Lamb over evil and the final restoration of all creation.
Versetti di questo periodo
- Apocalisse 21:20ca. 96 d.C.
il quinto di sardonico, il sesto di sardio, il settimo di grisolito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopraso, l’undecimo di giacinto, il duodecimo di ametisto.
- Apocalisse 21:21ca. 96 d.C.
E le dodici porte erano di dodici perle; ciascuna delle porte era d’una perla; e la piazza della città era d’oro puro, a guisa di vetro trasparente.
- Apocalisse 21:22ca. 96 d.C.
Ed io non vidi in essa alcun tempio; poichè il Signore Iddio onnipotente, e l’Agnello, è il tempio di essa.
- Apocalisse 21:23ca. 96 d.C.
E la città non ha bisogno del sole, nè della luna, acciocchè risplendano in lei; perciocchè la gloria di Dio l’illumina e l’Agnello è il suo luminare.
- Apocalisse 21:24ca. 96 d.C.
E le genti cammineranno al lume di essa; e i re della terra porteranno la gloria, e l’onor loro in lei.
- Apocalisse 21:25ca. 96 d.C.
E le porte d’essa non saranno giammai serrate di giorno, perciocchè ivi non sarà notte alcuna.
- Apocalisse 21:26ca. 96 d.C.
E in lei si porterà la gloria, e l’onor delle genti.
- Apocalisse 21:27ca. 96 d.C.
E niente d’immondo, o che commetta abbominazione, o falsità, entrerà in lei; ma sol quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.
- Apocalisse 22:1ca. 96 d.C.
Poi egli mi mostrò un fiume puro d’acqua di vita, chiaro come cristallo, il qual procedeva dal trono di Dio, e dell’Agnello.
- Apocalisse 22:2ca. 96 d.C.
In mezzo della piazza della città, e del fiume, corrente di qua e di là, v’era l’albero della vita, che fa dodici frutti, rendendo il suo frutto per ciascun mese; e le frondi dell’albero sono per la guarigione delle genti.
- Apocalisse 22:3ca. 96 d.C.
E quivi non sarà alcuna esecrazione; e in essa sarà il trono di Dio e dell’Agnello;
- Apocalisse 22:4ca. 96 d.C.
e i suoi servitori gli serviranno; e vedranno la sua faccia, e il suo nome sarà sopra le lor fronti.
- Apocalisse 22:5ca. 96 d.C.
E quivi non sarà notte alcuna; e non avranno bisogno di lampana, nè di luce di sole; perciocchè il Signore Iddio li illuminerà, ed essi regneranno ne’ secoli de’ secoli.
- Apocalisse 22:6ca. 96 d.C.
POI mi disse: Queste parole son fedeli e veraci; e il Signore Iddio degli spiriti de’ profeti ha mandato il suo angelo, per mostrare a’ suoi servitori le cose che hanno da avvenire in breve.
- Apocalisse 22:7ca. 96 d.C.
Ecco, io vengo tosto; beato chi serba le parole della profezia di questo libro.
- Apocalisse 22:8ca. 96 d.C.
Ed io Giovanni son quel che ho udite, e vedute queste cose. E quando le ebbi udite, e vedute, io mi gettai giù, per adorar davanti a’ piedi dell’angelo che mi avea mostrate queste cose.
- Apocalisse 22:9ca. 96 d.C.
Ed egli mi disse: Guardati che tu nol faccia: io son conservo tuo, e de’ tuoi fratelli profeti, e di coloro che serbano le parole di questo libro; adora Iddio.
- Apocalisse 22:10ca. 96 d.C.
Poi mi disse: Non suggellar le parole della profezia di questo libro; perciocchè il tempo è vicino.
- Apocalisse 22:11ca. 96 d.C.
Chi è ingiusto sialo ancora vie più; e chi è contaminato si contamini vie più; e chi è giusto operi la giustizia ancora vie più; e chi è santo sia santificato vie più.
- Apocalisse 22:12ca. 96 d.C.
Ecco, io vengo tosto, e il mio premio è meco, per rendere a ciascuno secondo che sarà l’opera sua.
- Apocalisse 22:13ca. 96 d.C.
Io son l’Alfa e l’Omega; il principio e la fine; il primo e l’ultimo.
- Apocalisse 22:14ca. 96 d.C.
Beati coloro che mettono in opera i comandamenti d’esso, acciocchè abbiano diritto all’albero della vita, ed entrino per le porte nella città.
- Apocalisse 22:15ca. 96 d.C.
Fuori i cani, e i maliosi, e i fornicatori, e i micidiali, e gl’idolatri, e chiunque ama, e commette falsità.
- Apocalisse 22:16ca. 96 d.C.
Io Gesù ho mandato il mio angelo, per testimoniarvi queste cose nelle chiese. Io son la radice e la progenie di Davide; la stella lucente e mattutina
- Apocalisse 22:17ca. 96 d.C.
E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita.