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circa AD 95
The Revelation
John's vision on Patmos unveils the cosmic victory of the Lamb over evil and the final restoration of all creation.
Versetti di questo periodo
- Apocalisse 20:10ca. 96 d.C.
E il Diavolo, che le ha sedotte, sarà gettato nello stagno del fuoco, e dello zolfo, dove è la bestia, e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, ne’ secoli de’ secoli.
- Apocalisse 20:11ca. 96 d.C.
POI vidi un gran trono bianco, e quel che sedeva sopra esso, d’innanzi a cui fuggì il cielo e la terra; e non fu trovato luogo per loro.
- Apocalisse 20:12ca. 96 d.C.
Ed io vidi i morti, grandi e piccoli, che stavano ritti davanti al trono; e i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte ne’ libri, secondo le opere loro.
- Apocalisse 20:13ca. 96 d.C.
E il mare rendè i morti che erano in esso; parimente la morte e l’inferno renderono i lor morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere.
- Apocalisse 20:14ca. 96 d.C.
E la morte e l’inferno furon gettati nello stagno del fuoco. Questa è la morte seconda.
- Apocalisse 20:15ca. 96 d.C.
E se alcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno del fuoco.
- Apocalisse 21:1ca. 96 d.C.
POI vidi nuovo cielo, e nuova terra; perciocchè il primo cielo, e la prima terra erano passati, e il mare non era più.
- Apocalisse 21:2ca. 96 d.C.
Ed io Giovanni vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo, d’appresso a Dio, acconcia come una sposa, adorna per il suo sposo.
- Apocalisse 21:3ca. 96 d.C.
Ed io udii una gran voce dal cielo, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini, ed egli abiterà con loro; ed essi saranno suo popolo, e Iddio stesso sarà con essi Iddio loro;
- Apocalisse 21:4ca. 96 d.C.
ed asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro, e la morte non sarà più; parimente non vi sarà più cordoglio nè grido, nè travaglio; perciocchè le cose di prima sono passate.
- Apocalisse 21:5ca. 96 d.C.
E colui che sedeva in sul trono disse: Ecco, io fo ogni cosa nuova. Poi mi disse: Scrivi; perciocchè queste parole son veraci e fedeli.
- Apocalisse 21:6ca. 96 d.C.
Poi mi disse: È fatto. Io son l’Alfa e l’Omega; il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’acqua della vita.
- Apocalisse 21:7ca. 96 d.C.
Chi vince, erederà queste cose; ed io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo.
- Apocalisse 21:8ca. 96 d.C.
Ma, quant’è a’ codardi, ed agl’increduli, ed a’ peccatori, ed agli abbominevoli, ed a’ micidiali, ed a’ fornicatori, ed a’ maliosi, ed agli idolatri, ed a tutti i mendaci, la parte loro sarà nello stagno ardente di fuoco, e di zolfo, che è la morte seconda.
- Apocalisse 21:9ca. 96 d.C.
ALLORA venne uno de’ sette angeli, che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe; e parlò meco, dicendo: Vieni, io ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello.
- Apocalisse 21:10ca. 96 d.C.
Ed egli mi trasportò in ispirito sopra un grande ed alto monte; e mi mostrò la gran città, la santa Gerusalemme, che scendeva dal cielo, d’appresso a Dio;
- Apocalisse 21:11ca. 96 d.C.
che avea la gloria di Dio; e il suo luminare era simile ad una pietra preziosissima, a guisa d’una pietra di diaspro trasparente come cristallo.
- Apocalisse 21:12ca. 96 d.C.
Ed avea un grande ed alto muro; ed avea dodici porte, e in su le porte dodici angeli, e de’ nomi scritti di sopra, che sono i nomi delle dodici tribù dei figliuoli d’Israele.
- Apocalisse 21:13ca. 96 d.C.
Dall’Oriente v’erano tre porte, dal Settentrione tre porte, dal Mezzodì tre porte, e dall’Occidente tre porte.
- Apocalisse 21:14ca. 96 d.C.
E il muro della città avea dodici fondamenti, e sopra quelli erano i dodici nomi de’ dodici apostoli dell’Agnello.
- Apocalisse 21:15ca. 96 d.C.
E colui che parlava meco avea una canna d’oro, da misurar la città, e le sue porte, e il suo muro.
- Apocalisse 21:16ca. 96 d.C.
E la città era di figura quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; ed egli misurò la città con quella canna, ed era di dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza, e l’altezza sua erano uguali.
- Apocalisse 21:17ca. 96 d.C.
Misurò ancora il muro d’essa; ed era di cenquarantaquattro cubiti, a misura di uomo, che era quella dell’angelo.
- Apocalisse 21:18ca. 96 d.C.
E la fabbrica del suo muro era di diaspro; e la città era d’oro puro, simile a vetro puro.
- Apocalisse 21:19ca. 96 d.C.
E i fondamenti del muro della città erano adorni d’ogni pietra preziosa; il primo fondamento era di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo,