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circa AD 48–96
Letters to the Churches
Paul and other apostles write to strengthen, correct, and encourage the scattered churches across the Roman world.
Versetti di questo periodo
- Romani 14:1ca. 60 d.C.
OR accogliete quel che è debole in fede; ma non già a quistioni di dispute.
- Romani 14:2ca. 60 d.C.
L’uno crede di poter mangiar d’ogni cosa; ma l’altro, che è debole, mangia dell’erbe.
- Romani 14:3ca. 60 d.C.
Colui che mangia non isprezzi colui che non mangia, e colui che non mangia non giudichi colui che mangia; poichè Iddio l’ha preso a sè.
- Romani 14:4ca. 60 d.C.
Chi sei tu, che giudichi il famiglio altrui? egli sta ritto, o cade, al suo proprio Signore, ma sarà raffermato, perciocchè Iddio è potente da raffermarlo.
- Romani 14:5ca. 60 d.C.
L’uno stima un giorno più che l’altro; e l’altro stima tutti i giorni pari; ciascuno sia appieno accertato nella sua mente.
- Romani 14:6ca. 60 d.C.
Chi ha divozione al giorno ve l’ha al Signore; e chi non ha alcuna divozione al giorno non ve l’ha al Signore. E chi mangia, mangia al Signore; perciocchè egli rende grazie a Dio; e chi non mangia non mangia al Signore, e pur rende grazie a Dio.
- Romani 14:7ca. 60 d.C.
Poichè niun di noi vive a sè stesso, nè muore a sè stesso.
- Romani 14:8ca. 60 d.C.
Perciocchè, se pur viviamo, viviamo al Signore; e se moriamo, moriamo al Signore; dunque, o che viviamo, o che moriamo, siamo del Signore.
- Romani 14:9ca. 60 d.C.
Imperocchè a questo fine Cristo è morto, e risuscitato, e tornato a vita, acciocchè egli signoreggi e sopra i morti, e sopra e vivi.
- Romani 14:10ca. 60 d.C.
Or tu, perchè giudichi il tuo fratello? ovvero tu ancora, perchè sprezzi il tuo fratello? poichè tutti abbiamo a comparire davanti al tribunal di Cristo.
- Romani 14:11ca. 60 d.C.
Perciocchè egli è scritto: Come io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio.
- Romani 14:12ca. 60 d.C.
Così adunque ciascun di noi renderà ragion di sè stesso a Dio.
- Romani 14:13ca. 60 d.C.
PERCIÒ, non giudichiamo più gli uni gli altri; ma più tosto giudicate questo, di non porre intoppo, o scandalo al fratello.
- Romani 14:14ca. 60 d.C.
Io so, e son persuaso nel Signor Gesù, che niuna cosa per sè stessa è immonda; ma, a chi stima alcuna cosa essere immonda, ad esso è immonda.
- Romani 14:15ca. 60 d.C.
Ma, se il tuo fratello è contristato per lo cibo, tu non cammini più secondo carità; non far, col tuo cibo, perir colui per cui Cristo è morto.
- Romani 14:16ca. 60 d.C.
Il vostro bene adunque non sia bestemmiato.
- Romani 14:17ca. 60 d.C.
Perciocchè il regno di Dio non è vivanda, nè bevanda; ma giustizia, e pace, e letizia nello Spirito Santo.
- Romani 14:18ca. 60 d.C.
Perciocchè, chi in queste cose serve a Cristo è grato a Dio, ed approvato dagli uomini.
- Romani 14:19ca. 60 d.C.
Procacciamo adunque le cose che son della pace, e della scambievole edificazione.
- Romani 14:20ca. 60 d.C.
Non disfar l’opera di Dio per la vivanda; ben sono tutte le cose pure; ma vi è male per l’uomo che mangia con intoppo.
- Romani 14:21ca. 60 d.C.
Egli è bene non mangiar carne, e non ber vino, e non far cosa alcuna, nella quale il tuo fratello s’intoppa, o è scandalezzato, o è debole.
- Romani 14:22ca. 60 d.C.
Tu, hai tu fede? abbila in te stesso, davanti a Dio; beato chi non condanna sè stesso in ciò ch’egli discerne.
- Romani 14:23ca. 60 d.C.
Ma colui che sta in dubbio, se mangia, è condannato; perciocchè non mangia con fede; or tutto ciò che non è di fede è peccato.
- Romani 15:1ca. 60 d.C.
OR noi, che siam forti, dobbiam comportare le debolezze de’ deboli, e non compiacere a noi stessi.
- Romani 15:2ca. 60 d.C.
Ciascun di noi compiaccia al prossimo, nel bene, ad edificazione.