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Versetti biblici su Wine
Versetti biblici chiave
Conciossiachè mangino il pane dell’empietà, E bevano il vino delle violenze.
Ella ha ammazzati i suoi animali, ha temperato il suo vino. Ed anche ha apparecchiata la sua mensa.
Venite, mangiate del mio pane, E bevete del vino che io ho temperato.
Il vino è schernitore, e la cervogia è tumultuante; E chiunque ne è vago non è savio.
L’uomo che ama godere sarà bisognoso; Chi ama il vino e l’olio non arricchirà.
A cui avvengono i guai? a cui i lai? A cui le contese? a cui i rammarichi? A cui le battiture senza cagione? a cui il rossore degli occhi?
A quelli che si fermano lungamente appresso il vino; A quelli che vanno cercando da mescere.
Non riguardare il vino, quando rosseggia, Quando sfavilla nella coppa, E cammina diritto.
Egli morderà alla fine come il serpente, E pungerà come l’aspido.
Ei non si conviene ai re, o Lemuel, Ei non si conviene ai re d’esser bevitori di vino, Nè a’ principi d’esser bevitori di cervogia;
Che talora eglino, avendo bevuto, non dimentichino gli statuti, E non pervertano il diritto di qualunque povero afflitto.
Date la cervogia al miserabile, E il vino a quelli che sono in amaritudine d’animo;
Acciocchè bevano, e dimentichino la lor miseria, E non si ricordino più de’ lor travagli.
Io ho nel mio cuore ricercato il modo di passar dolcemente la vita mia in continui conviti; e, reggendo il mio cuore con sapienza, di attenermi a stoltizia; finchè vedessi che cosa fosse bene a’ figliuoli degli uomini di fare sotto il cielo, tutti i giorni della vita loro.
Ma, avendo considerate tutte le mie opere che le mie mani aveano fatte; e la fatica che io avea durata a farle, ecco, tutto ciò era vanità, e tormento di spirito; e non vi è di ciò profitto alcuno sotto il sole.
I conviti si fanno per gioire, e il vino rallegra i viventi; ed i danari rispondono a tutto.
BACIMI egli de’ baci della sua bocca; Perciocchè i tuoi amori son migliori che il vino.
Tirami, noi correremo dietro a te; Il re mi ha introdotta nelle sue camere; Noi gioiremo, e ci rallegreremo in te; Noi ricorderemo i tuoi amori, anzi che il vino; Gli uomini diritti ti amano.
Confortatemi con delle schiacciate d’uva, Sostenetemi con de’ pomi, Perciocchè io languisco d’amore.
O Sposa, sorella mia, io son venuto nell’orto mio; Io ho colta la mia mirra ed i miei aromati; Io ho mangiato il mio favo ed il mio miele; Io ho bevuto il mio vino ed il mio latte. Amici, mangiate, bevete, ed inebbriatevi d’amori.
Io ti menerei, e ti condurrei in casa di mia madre; Tu mi ammaestreresti, Ed io ti darei a bere del vino aromatico, Del mosto del mio melagrano.
Il tuo argento è divenuto schiuma; la tua bevanda è mescolata con acqua;
Guai a coloro che si levano la mattina a buon’ora, per andar dietro alla cervogia, e la sera dimorano lungamente a bere, finchè il vino li riscaldi!
E ne’ cui conviti vi è la cetera e il saltero; il tamburo, e il flauto, col vino; e non riguardano all’opera del Signore, e non veggono i fatti delle sue mani!
Guai a coloro che son valenti a bere il vino, e prodi a mescer la cervogia!