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Versetti biblici su Prayer
Versetti biblici chiave
Perciocchè egli ha rotte le porte di rame, Ed ha spezzate le sbarre di ferro.
Così dicano gli stolti, ch’erano afflitti per li lor misfatti, Ne’ quali camminavano, e per le loro iniquità.
La cui anima abbominava ogni cibo; Ed erano giunti fino alle porte della morte.
Ma, avendo gridato al Signore, mentre erano in distretta, Egli li ha salvati dalle loro angosce.
Egli ha mandata la sua parola, e li ha sanati, E liberati dalle lor malattie mortali.
Acciocchè i tuoi diletti sieno liberati; Salvami colla tua destra, e rispondimi.
Quando sarà giudicato, esca condannato; E la sua preghiera gli torni in peccato.
Sieno i suoi figliuoli orfani, E la sua moglie vedova.
E vadano i suoi figliuoli del continuo vagando; E mendichino, ed accattino, uscendo fuor de’ lor casolari.
L’usuraio tenda la rete a tutto ciò ch’egli ha; E rubino gli strani le sue fatiche.
Non siavi alcuno che stenda la sua benignità inverso lui; E non vi sia chi abbia pietà de’ suoi orfani.
Sieno distrutti i suoi discendenti; Sia cancellato il lor nome nella seconda generazione.
Sia ricordata l’iniquità de’ suoi padri appo il Signore; E il peccato di sua madre non sia cancellato.
Sieno que’ peccati del continuo nel cospetto del Signore; E stermini egli d’in su la terra la memoria di essi.
Perciocchè egli non si è ricordato d’usar benignità, Ed ha perseguitato l’uomo povero, ed afflitto, E tribolato di cuore, per ucciderlo.
Poichè egli ha amata la maledizione, vengagli; E poichè non si è compiaciuto nella benedizione, allontanisi ella da lui.
E sia vestito di maledizione, come del suo manto; Ed entri quella come acqua nelle sue interiora, E come olio nelle sue ossa.
Siagli quella a guisa di vestimento, del quale egli sia avvolto; Ed a guisa di cintura, della quale sempre sia cinto.
Tal sia, da parte del Signore, la ricompensa de’ miei avversari, E di quelli che parlano male contro all’anima mia.
Ma tu, o Signore Iddio, opera inverso me, per amor del tuo Nome; Liberami, perciocchè la tua benignità è buona.
Perciocchè io sono afflitto, e povero; E il mio cuore è piagato dentro di me.
Io me ne vo, come l’ombra quando dichina; Io sono agitato come una locusta.
Le mie ginocchia vacillano per li miei digiuni; E la mia carne è dimagrata, e non ha più grassezza alcuna.
Ed anche son loro in vituperio; Quando mi veggono, scuotono la testa.
Aiutami, Signore Iddio mio; Salvami secondo la tua benignità.