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Versetti biblici su Justification
Versetti biblici chiave
Ma ora siamo sciolti della legge, essendo morti a quello, nel quale eravam ritenuti; talchè serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera.
Che diremo adunque? che la legge sia peccato? Così non sia; anzi, io non avrei conosciuto il peccato, se non per la legge; perciocchè io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non dicesse: Non concupire.
Ma il peccato, presa occasione per questo comandamento, ha operata in me ogni concupiscenza.
Perciocchè, senza la legge, il peccato è morto. E tempo fu, che io, senza la legge, era vivente; ma, essendo venuto il comandamento, il peccato rivisse, ed io morii.
Ed io trovai che il comandamento, che è a vita, esso mi tornava a morte.
Perciocchè il peccato, presa occasione per lo comandamento, m’ingannò, e per quello mi uccise.
Talchè, ben è la legge santa, e il comandamento santo, e giusto, e buono.
Mi è dunque ciò che è buono divenuto morte? Così non sia; anzi il peccato mi è divenuto morte, acciocchè apparisse esser peccato, operandomi la morte per quello che è buono; affinchè, per lo comandamento, il peccato sia reso estremamente peccante.
Perciocchè noi sappiamo che la legge è spirituale; ma io son carnale, venduto ad esser sottoposto al peccato.
Poichè io non riconosco ciò che io opero; perciocchè, non ciò che io voglio quello fo, ma, ciò che io odio quello fo.
Ora, se ciò che io non voglio, quello pur fo, io acconsento alla legge ch’ella è buona.
Ed ora non più io opero quello, anzi l’opera il peccato che abita in me.
Perciocchè io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poichè ben è in me il volere, ma di compiere il bene, io non ne trovo il modo.
Perciocchè, il bene che io voglio, io nol fo; ma il male che io non voglio, quello fo.
Ora, se ciò che io non voglio quello fo, non più io opero quello, anzi l’opera il peccato che abita in me.
Io mi trovo adunque sotto questa legge: che volendo fare il bene, il male è presso a me.
Perciocchè io mi diletto nella legge di Dio, secondo l’uomo di dentro.
Ma io veggo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro alla legge della mia mente, e mi trae in cattività sotto alla legge del peccato, che è nelle mie membra.
Misero me uomo! chi mi trarrà di questo corpo di morte?
Io rendo grazie a Dio, per Gesù Cristo, nostro Signore. Io stesso adunque, con la mente, servo alla legge di Dio; ma, con la carne, alla legge del peccato.
E coloro ch’egli ha predestinati, essi ha eziandio chiamati; e coloro ch’egli ha chiamati, essi ha eziandio giustificati; e coloro ch’egli ha giustificati, essi ha eziandio glorificati.
CHE diremo noi adunque a queste cose? Se Iddio è per noi, chi sarà contro a noi?
Chi farà accusa contro agli eletti di Dio? Iddio è quel che giustifica.
Chi sarà quel che li condanni? Cristo è quel che è morto, ed oltre a ciò ancora è risuscitato; il quale eziandio è alla destra di Dio, il quale eziandio intercede per noi.
Che diremo adunque? Che i Gentili, che non procacciavano la giustizia, hanno ottenuta la giustizia; anzi la giustizia che è per la fede.