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Versetti biblici su God
Versetti biblici chiave
Perciocchè egli tiene in mano le profondità della terra; E le altezze de’ monti sono sue.
Ed a lui appartiene il mare, perchè egli l’ha fatto; E l’asciutto, perchè le sue mani l’hanno formato.
BENEDICI, anima mia, il Signore; O Signore Iddio mio, tu sei sommamente grande; Tu sei vestito di gloria e di magnificenza.
Egli si ammanta di luce come di una vesta; Egli tende il cielo come una cortina.
Egli fa i palchi delle sue sale nelle acque; Egli pone le nuvole per suo carro: Egli passeggia sopra le ale del vento.
Egli fa i venti suoi Angeli, E il fuoco divampante suoi ministri.
Egli ha fondata la terra sulle sue basi; Giammai in perpetuo non sarà smossa.
Tu l’avevi già coperta dell’abisso, come d’una vesta; Le acque si erano fermate sopra i monti.
Esse fuggirono per lo tuo sgridare; Si affrettarono per la voce del tuo tuono;
Erano salite sopra i monti; ma discesero nelle valli, Al luogo che tu hai loro costituito.
Tu hai loro posto un termine, il qual non trapasseranno; E non torneranno a coprir la terra.
Egli è quel che manda le fonti per le valli, Onde esse corrono fra i monti;
Abbeverano tutte le bestie della campagna; Gli asini salvatichi spengono la lor sete con esse.
Presso a quelle si riparano gli uccelli del cielo; Fanno sentir di mezzo alle frondi le lor voci.
Egli adacqua i monti dalle sue stanze sovrane; La terra è saziata del frutto delle sue opere.
Egli fa germogliar l’erba per le bestie; E l’erbaggio per lo servigio dell’uomo, Facendo uscire della terra il pane.
Egli rallegra il cuor dell’uomo col vino, Egli fa risplender la faccia coll’olio, E sostenta il cuor dell’uomo col pane.
Gli alberi del Signore ne son saziati; I cedri del Libano ch’egli ha piantati;
Dove gli uccelli si annidano; Gli abeti, che son la stanza della cicogna.
Gli alti monti sono per li cavriuoli; Le rocce sono il ricetto de’ conigli.
Egli ha fatta la luna per le stagioni; Il sole conosce il suo occaso.
Tu mandi le tenebre, ed e’ si fa notte, Nella quale tutte le fiere delle selve vanno attorno.
I leoncelli rugghiano dietro alla preda, E per chiedere a Dio il lor pasto.
Ma, tosto ch’è levato il sole, si raccolgono, E giacciono ne’ lor ricetti.
Allora l’uomo esce alla sua opera, Ed al suo lavoro, infino alla sera.