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Versetti biblici su Humility
Versetti biblici chiave
Allora il re Davide venne, e si fermò davanti al Signore, e disse: Chi sono io, Signore Iddio, e quale è la casa mia, che tu mi abbia fatto pervenire infino a questo grado?
E pure anche, o Signore Iddio, ciò ti è paruto poco; onde hai parlato della casa del tuo servitore per un lungo tempo a venire. E pure, o Signore Iddio, è questo una legge d’uomini?
Che cosa è l’uomo, che tu ne faccia sì grande stima, Che tu ponga mente ad esso?
E che tu lo visiti ogni mattina, E ad ogni momento l’esamini?
Quanto meno gli risponderei io, Ed userei parole scelte contro a lui?
Io, che quantunque fossi giusto, non risponderei, Anzi chiederei grazia al mio Giudice.
Ecco, fino alla luna non sarà pura, e non risplenderà; E le stelle non saranno pure nel suo cospetto.
Quanto meno l’uomo, che è un verme, E il figliuol dell’uomo, che è un vermicello?
(H39-37) Ecco, io sono avvilito; che ti risponderei io? Io metto la mia mano in su la bocca.
(H39-38) Io ho parlato una volta, ma non replicherò più; Anzi due, ma non continuerò più.
Deh! ascolta, ed io parlerò; Ed io ti farò delle domande, e tu insegnami.
Io avea con gli orecchi udito parlar di te; Ma ora l’occhio mio ti ha veduto.
Perciò io riprovo ciò che ho detto, e me ne pento In su la polvere, ed in su la cenere.
Quando io veggo i tuoi cieli, che sono opera delle tue dita; La luna e le stelle che tu hai disposte;
Io dico: Che cosa è l’uomo, che tu ne abbi memoria? E che cosa è il figliuolo dell’uomo, che tu ne prenda cura?
Cantico di Maalot, di Davide. SIGNORE, il mio cuore non è elevato, e gli occhi miei non sono altieri; E non cammino in cose più grandi, E più ardue che a me non si conviene,
Se non ho composta ed acchetata l’anima mia, A guisa di fanciullo novellamente spoppato appresso sua madre; Se l’anima mia non è stata in me, A guisa di fanciullo novellamente spoppato.
O Signore, che cosa è l’uomo, che tu ne abbi cura? Che cosa è il figliuol dell’uomo, che tu ne faccia conto?
L’uomo è simile a vanità; I suoi giorni son come l’ombra che passa.
Non fare il vanaglorioso in presenza del re, E non istar nel luogo de’ grandi;
Perciocchè val maglio che ti si dica: Sali qua; Che se tu fossi abbassato davanti al principe, Che gli occhi tuoi hanno veduto.
CERTO io son troppo idiota, per esser gran personaggio; E non ho pur l’intendimento d’un uomo volgare;
E non ho imparata sapienza; Ma io so la scienza de’ santi.
O Signore, io conosco che la via dell’uomo non è in suo potere; e che non è in poter dell’uomo che cammina di addirizzare i suoi passi.
O Signore, castigami, ma pur moderatamente; non nell’ira tua, che talora tu non mi faccia venir meno.