God
Versetti che menzionano God
Quando io posi le nuvole per suo vestimento, E la caligine per sue fasce,
E determinai sopra esso il mio statuto, E gli posi attorno sbarre e porte,
La quale io riserbo per lo tempo del nemico, Per lo giorno dell’incontro, e della battaglia?
(H39-3) Chi apparecchia al corvo il suo pasto, Quando i suoi figli gridano a Dio, E vagano per mancamento di cibo?
(H39-9) A cui io ho ordinato il deserto per casa; E per abitazioni, i luoghi salsugginosi.
(H39-20) Perciocchè Iddio l’ha privo di senno, E non l’ha fatto partecipe d’intendimento.
(H39-34) Poi il Signore parlò a Giobbe, e disse:
(H39-35) Colui che litiga con l’Onnipotente lo correggerà egli? Colui che arguisce Iddio risponda a questo.
(H39-36) E Giobbe rispose al Signore, e disse:
(H39-37) Ecco, io sono avvilito; che ti risponderei io? Io metto la mia mano in su la bocca.
(H40-1) E il Signore parlò di nuovo a Giobbe dal turbo, e disse:
(H40-2) Cingiti ora i lombi, come un valente uomo; Io ti farò delle domande, e tu insegnami.
(H40-3) Annullerai tu pure il mio giudicio, E mi condannerai tu per giustificarti?
(H40-4) Hai tu un braccio simile a quel di Dio? O tuoni tu con la voce come egli?
(H40-9) Allora anch’io ti darò questa lode, Che la tua destra ti può salvare.
(H40-10) Ecco l’ippopotamo, il quale io ho fatto teco; Egli mangia l’erba come il bue.
(H40-14) Egli è la principale delle opere di Dio; Sol colui che l’ha fatto può accostargli la sua spada.
Non vi è alcuno così feroce, che ardisca risvegliarlo; E chi potrà presentarsi davanti a me?
Chi mi ha prevenuto in darmi cosa alcuna? ed io gliela renderò; Quello che è sotto tutti i cieli è mio.
Io non tacerò le membra di quello, Nè ciò ch’è delle sue forze, nè la grazia della sua disposizione.
E GIOBBE rispose al Signore, e disse:
Io so che tu puoi tutto; E che cosa niuna che tu abbia deliberata, non può essere impedita.
Deh! ascolta, ed io parlerò; Ed io ti farò delle domande, e tu insegnami.
Io avea con gli orecchi udito parlar di te; Ma ora l’occhio mio ti ha veduto.
Ora, dopo che il Signore ebbe dette queste cose a Giobbe, egli disse ancora ad Elifaz Temanita: L’ira mia è accesa contro a te, e contro a’ due tuoi compagni; perciocchè voi non mi avete parlato dirittamente, come Giobbe, mio servitore.