Versetti biblici su Paul: The ship encounters a tempest; Paul encourages and comforts the officers and crew; the soldiers advise putting the prisoners to death; the centurion interferes, and all on board, consisting of two hundred and seventy-six souls, are saved
Versetti su The ship encounters a tempest; Paul encourages and comforts the officers and crew; the soldiers advise putting the prisoners to death; the centurion interferes, and all on board, consisting of two hundred and seventy-six souls, are saved
Ma, poco stante, un vento turbinoso, che si domanda Euroclidone percosse l’isola.
Ed essendo la nave portata via, e non potendo reggere al vento, noi la lasciammo in abbandono; e così eravamo portati.
E scorsi sotto una isoletta, chiamata Clauda, appena potemmo avere in nostro potere lo schifo.
Il quale avendo pur tratto sopra la nave, i marinari usavano tutti i ripari, cingendo la nave di sotto; e, temendo di percuoter nella secca, calarono le vele, ed erano così portati.
Ed essendo noi fieramente travagliati dalla tempesta, il giorno seguente fecero il getto.
E tre giorni appresso, con le nostre proprie mani gettammo in mare gli arredi della nave.
E non apparendo nè sole, nè stelle, già per molti giorni, e soprastando non piccola tempesta, omai era tolta ogni speranza di scampare.
Ora, dopo che furono stati lungamente senza prender pasto, Paolo si levò in mezzo di loro, e disse: Uomini, ben conveniva credermi, e non partir di Creti; e risparmiar quest’offesa, e questa perdita.
Ma pure, al presente vi conforto a star di buon cuore, perciocchè non vi sarà perdita della vita d’alcun di voi, ma sol della nave.
Perciocchè un angelo dell’Iddio, di cui sono, ed al qual servo, mi è apparito questa notte, dicendo:
Paolo, non temere; ei ti conviene comparir davanti a Cesare; ed ecco, Iddio ti ha donati tutti coloro che navigan teco.
Perciò, o uomini, state di buon cuore, perciocchè io ho fede in Dio che così avverrà, come mi è stato detto.
Or ci bisogna percuotere in un’isola.
E la quartadecima notte essendo venuta, mentre eravamo portati qua e là nel mare Adriatico, in su la mezzanotte i marinari ebbero opinione ch’erano vicini di qualche terra.
E, calato lo scandaglio, trovarono venti braccia; ed essendo passati un poco più oltre, ed avendo scandagliato di nuovo, trovarono quindici braccia.
E temendo di percuotere in luoghi scogliosi, gettarono dalla poppa quattro ancore, aspettando con desiderio che si facesse giorno.
Ora, cercando i marinari di fuggir dalla nave, ed avendo calato lo schifo in mare, sotto specie di voler calare le ancore dalla proda.
Paolo disse al centurione, ed a’ soldati: Se costoro non restano nella nave, voi non potete scampare.
Allora i soldati tagliarono le funi dello schifo, e lo lasciarono cadere.
Ed aspettando che si facesse giorno, Paolo confortava tutti a prender cibo, dicendo: Oggi sono quattordici giorni che voi dimorate digiuni, aspettando, senza prender nulla.
Perciò, io vi esorto di prender cibo: perciocchè, questo farà la vostra salute; imperocchè non caderà pur un capello dal capo d’alcun di voi.
E, dette queste cose, prese del pane, e rendè grazie a Dio, in presenza di tutti; poi rottolo, cominciò a mangiare.
E tutti, fatto buon animo, presero anch’essi cibo.
Or noi eravamo in su la nave fra tutti dugensettantasei persone.
E quando furono saziati di cibo, alleviarono la nave, gittando il frumento in mare.