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Versetti biblici su Mariner: Perils of
Versetti su Perils of
Così dicano quelli che scendono nel mare sopra navi, Che fanno traffico su per le grandi acque.
Essi veggono le opere del Signore, E le sue maraviglie nel profondo mare.
Perciocchè, alla sua parola, egli fa levare il vento di tempesta, Il quale alza le onde di esso.
Salgono al cielo, poi scendono agli abissi; L’anima loro si strugge di male.
Saltano, e traballano come un ebbro; E perdono tutto il lor senno.
Ma, gridando al Signore, mentre sono in distretta, Egli li trae fuor delle loro angosce.
Egli acqueta la tempesta, E le onde loro si fermano.
Ed essi si rallegrano che sono acquetate; Ed egli li conduce al porto da loro desiderato.
Il quale avendo pur tratto sopra la nave, i marinari usavano tutti i ripari, cingendo la nave di sotto; e, temendo di percuoter nella secca, calarono le vele, ed erano così portati.
Ed essendo noi fieramente travagliati dalla tempesta, il giorno seguente fecero il getto.
E tre giorni appresso, con le nostre proprie mani gettammo in mare gli arredi della nave.
E non apparendo nè sole, nè stelle, già per molti giorni, e soprastando non piccola tempesta, omai era tolta ogni speranza di scampare.
Ora, dopo che furono stati lungamente senza prender pasto, Paolo si levò in mezzo di loro, e disse: Uomini, ben conveniva credermi, e non partir di Creti; e risparmiar quest’offesa, e questa perdita.
Ma pure, al presente vi conforto a star di buon cuore, perciocchè non vi sarà perdita della vita d’alcun di voi, ma sol della nave.
Perciocchè un angelo dell’Iddio, di cui sono, ed al qual servo, mi è apparito questa notte, dicendo:
Paolo, non temere; ei ti conviene comparir davanti a Cesare; ed ecco, Iddio ti ha donati tutti coloro che navigan teco.
Perciò, o uomini, state di buon cuore, perciocchè io ho fede in Dio che così avverrà, come mi è stato detto.
Or ci bisogna percuotere in un’isola.
E la quartadecima notte essendo venuta, mentre eravamo portati qua e là nel mare Adriatico, in su la mezzanotte i marinari ebbero opinione ch’erano vicini di qualche terra.
E, calato lo scandaglio, trovarono venti braccia; ed essendo passati un poco più oltre, ed avendo scandagliato di nuovo, trovarono quindici braccia.
E temendo di percuotere in luoghi scogliosi, gettarono dalla poppa quattro ancore, aspettando con desiderio che si facesse giorno.
Ora, cercando i marinari di fuggir dalla nave, ed avendo calato lo schifo in mare, sotto specie di voler calare le ancore dalla proda.
Paolo disse al centurione, ed a’ soldati: Se costoro non restano nella nave, voi non potete scampare.
Allora i soldati tagliarono le funi dello schifo, e lo lasciarono cadere.
Ed aspettando che si facesse giorno, Paolo confortava tutti a prender cibo, dicendo: Oggi sono quattordici giorni che voi dimorate digiuni, aspettando, senza prender nulla.