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Giobbe 6:1-13

Giobbe 6:1-13

1
Allora Giobbe rispose e disse:
2
“Ah, se il mio travaglio si pesasse, se le mie calamità si mettessero tutte insieme sulla bilancia!
3
Sarebbero trovati più pesanti che la sabbia del mare. Ecco perché le mie parole sono temerarie.
4
Ché le saette dell’Onnipotente mi trafiggono, lo spirito mio ne sugge il veleno; i terrori di Dio si schierano in battaglia contro me.
5
L’asino salvatico raglia forse quand’ha l’erba davanti? mugghia forse il bue davanti alla pastura?
6
Si può egli mangiar ciò ch’è scipito e senza sale? c’è qualche gusto in un chiaro d’uovo?
7
L’anima mia rifiuta di toccare una simil cosa, essa è per me come un cibo ripugnante.
8
Oh, m’avvenisse pur quello che chiedo, e mi desse Iddio quello che spero!
9
Volesse pure Iddio schiacciarmi, stender la mano e tagliare il filo de’ miei giorni!
10
Sarebbe questo un conforto per me, esulterei nei dolori ch’egli non mi risparmia; giacché non ho rinnegato le parole del Santo.
11
Che è mai la mia forza perch’io speri ancora? Che fine m’aspetta perch’io sia paziente?
12
La mia forza è essa forza di pietra? e la mia carne, carne di rame?
13
Non son io ridotto senza energia, e non m’è forse tolta ogni speranza di guarire?

Testo biblico: Riveduta 1927 (Luzzi) · Pubblico dominio