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Versetti biblici su Master

39 versetti · 3 aspetti

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  1. Voi mi chiamate Maestro, e Signore, e dite bene, perciocchè io lo sono.

  2. Se dunque io, che sono il Signore, e il Maestro, v’ho lavati i piedi, voi ancora dovete lavare i piedi gli uni agli altri.

  3. Ora, a colui che opera, il premio non è messo in conto per grazia, ma per debito.

  4. E voi, signori, fate par pari inverso loro, rallentando le minacce; sapendo che il Signore, e vostro, e loro, è ne’ cieli; e che dinanzi a lui non v’è riguardo alla qualità delle persone.

  5. (G3-26) Signori, fate ciò che è giusto, e ragionevole inverso i servi, sapendo che ancora voi avete un Signore ne’ cieli.

  6. Perciocchè la scrittura dice: Non metter la museruola in bocca al bue che trebbia; e: L’operaio è degno del suo premio.

  7. ti prego, dico, per lo mio figliuolo Onesimo, il quale io ho generato ne’ miei legami.

  8. Il quale già ti fu disutile, ma ora è utile a te ed a me.

  9. Il quale io ho rimandato; or tu accoglilo, cioè, le mie viscere.

  10. Io lo voleva ritenere appresso di me, acciocchè in vece tua mi ministrasse nei legami dell’evangelo;

  11. ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere; acciocchè il tuo beneficio non fosse come per necessità, ma di spontanea volontà.

  12. Perciocchè, forse per questa cagione egli si è dipartito da te per un breve tempo, acciocchè tu lo ricoveri in perpetuo;

  13. non più come servo, ma da più di servo, come caro fratello, a me sommamente; ora, quanto più a te, ed in carne, e nel Signore?

  14. Ecco, il premio degli operai che hanno mietuti i vostri campi, del quale sono stati frodati da voi, grida; e le grida di coloro che hanno mietuto sono entrate nelle orecchie del Signor degli eserciti.