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Romani 9:7-20

Romani 9:7-20

7
né per il fatto che son progenie d’Abramo, son tutti figliuoli d’Abramo; anzi: In Isacco ti sarà nominata una progenie.
8
Cioè, non i figliuoli della carne sono figliuoli di Dio: ma i figliuoli della promessa son considerati come progenie.
9
Poiché questa è una parola di promessa: In questa stagione io verrò, e Sara avrà un figliuolo.
10
Non solo; ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli;
11
poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama,
12
le fu detto: Il maggiore servirà al minore;
13
secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù.
14
Che diremo dunque? V’è forse ingiustizia in Dio? Così non sia.
15
Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione.
16
Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.
17
Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t’ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra.
18
Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole.
19
Tu allora mi dirai: Perché si lagna Egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?
20
Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così?

Testo biblico: Riveduta 1927 (Luzzi) · Pubblico dominio