Romani 7:9-25
9
E ci fu un tempo, nel quale, senza legge, vivevo; ma, venuto il comandamento, il peccato prese vita, e io morii;
10
e il comandamento ch’era inteso a darmi vita, risultò che mi dava morte.
11
Perché il peccato, còlta l’occasione, per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno; e, per mezzo d’esso, m’uccise.
12
Talché la legge è santa, e il comandamento è santo e giusto e buono.
13
Ciò che è buono diventò dunque morte per me? Così non sia; ma è il peccato che m’è divenuto morte, onde si palesasse come peccato, cagionandomi la morte mediante ciò che è buono; affinché, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante.
14
Noi sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io son carnale, venduto schiavo al peccato.
15
Perché io non approvo quello che faccio; poiché non faccio quel che voglio, ma faccio quello che odio.
16
Ora, se faccio quello che non voglio, io ammetto che la legge è buona;
17
e allora non son più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me.
18
Difatti, io so che in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene; poiché ben trovasi in me il volere, ma il modo di compiere il bene, no.
19
Perché il bene che voglio, non lo fo; ma il male che non voglio, quello fo.
20
Ora, se ciò che non voglio è quello che fo, non son più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me.
21
Io mi trovo dunque sotto questa legge: che volendo io fare il bene, il male si trova in me.
22
Poiché io mi diletto nella legge di Dio, secondo l’uomo interno;
23
ma veggo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente, e mi rende prigione della legge del peccato che è nelle mie membra.
24
Misero me uomo! chi mi trarrà da questo corpo di morte?
25
Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io stesso con la mente servo alla legge di Dio, ma con la carne alla legge del peccato.
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