Salmi 59
Grido per la liberazione da nemici perfidi 1–5
1
Per il Capo de’ musici. “Non distruggere”. Inno di Davide, quando Saul mandò a guardargli la casa per ucciderlo. Liberami dai miei nemici, o mio Dio; ponimi in luogo alto al sicuro dai miei aggressori.
2
Liberami dagli operatori d’iniquità, e salvami dagli uomini di sangue.
3
Perché, ecco essi pongono agguati all’anima mia; uomini potenti si radunano contro a me, senza che in me vi sia misfatto né peccato, o Eterno!
4
Senza che in me vi sia iniquità, essi corrono e si preparano. Dèstati, vieni a me, e vedi!
5
Tu, o Eterno, che sei l’Iddio degli eserciti, l’Iddio d’Israele, lèvati a visitare tutte le genti! Non far grazia ad alcuno dei perfidi malfattori! Sela.
La condotta violenta degli empi 6–10
6
Tornan la sera, urlano come cani e vanno attorno per la città.
7
Ecco, vomitano ingiurie dalla lor bocca; hanno delle spade sulle labbra. Tanto, dicono essi, chi ci ode?
8
Ma tu, o Eterno, ti riderai di loro; ti farai beffe di tutte le genti.
9
O mia forza, a te io riguarderò, perché Dio è il mio alto ricetto.
10
L’Iddio mio mi verrà incontro colla sua benignità, Iddio mi farà veder sui miei nemici quel che desidero.
Preghiera per il giudizio e la gloria di Dio 11–13
11
Non li uccidere, che talora il mio popolo non lo dimentichi: falli, per la tua potenza, andar vagando ed abbattili, o Signore, nostro scudo.
12
Ogni parola delle loro labbra è peccato della lor bocca; siano dunque presi nei laccio della lor superbia; siano presi per le maledizioni e le menzogne che proferiscono.
13
Distruggili nel tuo furore, distruggili sì che non siano più: e si conoscerà fino alle estremità della terra che Dio signoreggia su Giacobbe. Sela.
Esito finale: vergogna per gli empi e lode a Dio 14–17
14
Tornino pure la sera, urlino come cani e vadano attorno per la città.
15
Vadano vagando per trovar da mangiare, e se non trovano da saziarsi, passino così la notte.
16
Ma io canterò la tua potenza, e al mattino loderò ad alta voce la tua benignità, perché tu sei stato per me un alto ricetto, un rifugio nel giorno della mia distretta.
17
O mia forza, a te salmeggerò, perché Dio è il mio alto ricetto, l’Iddio benigno per me.
Testo biblico: Riveduta 1927 (Luzzi) · Pubblico dominio
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