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Giobbe 9:16-35

Giobbe 9:16-35

16
S’io lo invocassi ed egli mi rispondesse, non però crederei che avesse dato ascolto alla mia voce;
17
egli che mi piomba addosso dal seno della tempesta, che moltiplica senza motivo le mie piaghe,
18
che non mi lascia riprender fiato, e mi sazia d’amarezza.
19
Se si tratta di forza, ecco, egli è potente; se di diritto, ei dice: “Chi mi fisserà un giorno per comparire”?
20
Fossi pur giusto, la mia bocca stessa mi condannerebbe; fossi pure integro, essa mi farebbe dichiarar perverso.
21
Integro! Sì, lo sono! di me non mi preme, io disprezzo la vita!
22
Per me è tutt’uno! perciò dico: “Egli distrugge ugualmente l’integro ed il malvagio.
23
Se un flagello, a un tratto, semina la morte, egli ride dello sgomento degli innocenti.
24
La terra è data in balìa dei malvagi; ei vela gli occhi ai giudici di essa; se non è lui, chi è dunque”?
25
E i miei giorni se ne vanno più veloci d’un corriere; fuggono via senz’aver visto il bene;
26
passan rapidi come navicelle di giunchi, come l’aquila che piomba sulla preda.
27
Se dico: “Voglio dimenticare il mio lamento, deporre quest’aria triste e rasserenarmi”,
28
sono spaventato di tutti i miei dolori, so che non mi terrai per innocente.
29
Io sarò condannato; perché dunque affaticarmi invano?
30
Quand’anche mi lavassi con la neve e mi nettassi le mani col sapone,
31
tu mi tufferesti nel fango d’una fossa, le mie vesti stesse m’avrebbero in orrore.
32
Dio non è un uomo come me, perch’io gli risponda e che possiam comparire in giudizio assieme.
33
Non c’è fra noi un arbitro, che posi la mano su tutti e due!
34
Ritiri Iddio d’addosso a me la sua verga; cessi dallo spaventarmi il suo terrore;
35
allora io parlerò senza temerlo, giacché sento di non essere quel colpevole che sembro.
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