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Giobbe 14:1-10

Giobbe 14:1-10

1
L’uomo, nato di donna, vive pochi giorni, e sazio d’affanni.
2
Spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un’ombra, e non dura.
3
E sopra un essere così, tu tieni gli occhi aperti! e mi fai comparir teco in giudizio!
4
Chi può trarre una cosa pura da una impura? Nessuno.
5
Giacché i suoi giorni son fissati, e il numero de’ suoi mesi dipende da te, e tu gli hai posto un termine ch’egli non può varcare,
6
storna da lui lo sguardo, sì ch’egli abbia un po’ di requie, e possa godere come un operaio la fine della sua giornata.
7
Per l’albero, almeno c’è speranza; se è tagliato, rigermoglia e continua a metter rampolli.
8
Quando la sua radice è invecchiata sotto terra, e il suo tronco muore nel suolo,
9
a sentir l’acqua, rinverdisce e mette rami come una pianta nuova.
10
Ma l’uomo muore e perde ogni forza; il mortale spira e… dov’è egli?
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