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Filemone 1:1-17

Filemone 1:1-17

1
Paolo, prigione di Cristo Gesù, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto e compagno d’opera,
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e alla sorella Apfia, e ad Archippo, nostro compagno d’armi, alla chiesa che è in casa tua,
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grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo.
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Io rendo sempre grazie all’Iddio mio, facendo menzione di te nelle mie preghiere,
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giacché odo parlare dell’amore e della fede che hai nel Signor Gesù e verso tutti i santi,
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e domando che la nostra comunione di fede sia efficace nel farti riconoscere ogni bene che si compia in noi alla gloria di Cristo.
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Poiché ho provato una grande allegrezza e consolazione pel tuo amore, perché il cuore dei santi è stato ricreato per mezzo tuo, o fratello.
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Perciò, benché io abbia molta libertà in Cristo di comandarti quel che convien fare,
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preferisco fare appello alla tua carità, semplicemente come Paolo, vecchio, e adesso anche prigione di Cristo Gesù;
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ti prego per il mio figliuolo che ho generato nelle mie catene,
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per Onesimo che altra volta ti fu disutile, ma che ora è utile a te ed a me.
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Io te l’ho rimandato, lui, ch’è quanto dire, le viscere mie.
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Avrei voluto tenerlo presso di me, affinché in vece tua mi servisse nelle catene che porto a motivo del Vangelo;
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ma, senza il tuo parere, non ho voluto far nulla, affinché il tuo beneficio non fosse come forzato, ma volontario.
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Infatti, per questo, forse, egli è stato per breve tempo separato da te, perché tu lo recuperassi per sempre;
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non più come uno schiavo, ma come da più di uno schiavo, come un fratello caro specialmente a me, ma ora quanto più a te, e nella carne e nel Signore!
17
Se dunque tu mi tieni per un consocio, ricevilo come faresti di me.

Testo biblico: Riveduta 1927 (Luzzi) · Pubblico dominio