Giobbe 3:1-11
1
DOPO questo, Giobbe aprì la sua bocca, e maledisse il suo giorno.
2
E prese a dire:
3
Possa perire il giorno nel quale io nacqui, E la notte che fu detto: Un maschio è nato.
4
Quel giorno sia tenebroso; Iddio non ne abbia cura da alto, E non risplenda la luce sopra esso.
5
Tenebre, ed ombra di morte rendanlo immondo; La nuvola dimori sopra esso; Queste cose rendanlo spaventevole, quali sono i giorni più acerbi.
6
Caligine ingombri quella notte; Non rallegrisi fra i giorni dell’anno, Non sia annoverata fra i mesi.
7
Ecco, quella notte sia solitaria, Non facciansi in essa canti alcuni.
8
Maledicanla coloro che maledicono i giorni, I quali son sempre apparecchiati a far nuovi lamenti.
9
Oscurinsi le stelle del suo vespro; Aspetti la luce, ma non ne venga alcuna, E non vegga le palpebre dell’alba;
10
Perciocchè non serrò gli usci del seno di mia madre, E non fece sì che gli occhi miei non vedessero l’affanno.
11
Perchè non morii io dalla matrice? Perchè non trapassai come prima uscii del seno?
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