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Giobbe 9:25-35

Giobbe 9:25-35

25
Ma i miei giorni sono stati più leggieri che un corriero; Son fuggiti via, non hanno goduto il bene;
26
Son trascorsi come saette, Come un’aquila che vola frettolosa al pasto.
27
Se io dico: Io dimenticherò il mio lamento, Io lascerò il mio cruccio, e mi rinforzerò;
28
Io sono spaventato di tutti i miei tormenti, Io so che tu non mi reputerai innocente.
29
Io sarò reo; Perchè adunque mi affaticherei in vano?
30
Quando io mi fossi lavato con acque di neve, E nettatomi le mani col sapone;
31
Allora pure tu mi tufferesti in una fossa, E i miei vestimenti mi avrebbero in abbominio.
32
Perciocchè egli non è un uomo, come son io, perchè io gli risponda, E perchè noi veniamo insieme a giudicio.
33
Ei non v’è niuno che possa dar sentenza fra noi, Che possa metter la mano sopra amendue noi.
34
Ma rimuova egli pur la sua verga d’addosso a me, E non mi conturbi il suo spavento.
35
Allora io parlerò, e non avrò paura di lui; Perciocchè in questo stato io non sono in me stesso.
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