Etica verso i nemici e gli stranieri
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Se mi son rallegrato della calamità del mio nemico, Se mi son commosso di allegrezza, quando male gli era sopraggiunto,
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Io che non pure ho recato il mio palato a peccare, Per chieder la sua morte con maledizione;
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Se la gente del mio tabernacolo non ha detto: Chi ci darà della sua carne? Noi non ce ne potremmo giammai satollare….
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Il forestiere non è restato la notte in su la strada; Io ho aperto il mio uscio al viandante.
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