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La sapienza e l'accettazione della realtà
Ecclesiaste 7:1-10
1
LA buona fama val meglio che il buon olio odorifero, e il giorno della morte meglio che il giorno della natività.
2
Meglio vale andare in una casa di duolo, che andare in una casa di convito; perciocchè quello è il fine d’ogni uomo; e chi vive vi pon mente.
3
Meglio vale la tristezza che il riso; perciocchè il cuore migliora per la mestizia del volto.
4
Il cuore de’ savi è nella casa del duolo; e il cuor degli stolti è nella casa dell’allegrezza.
5
Meglio vale udir lo sgridar del savio, che se alcuno ode il cantar de’ pazzi.
6
Perciocchè, quale è il romore delle spine sotto la caldaia, tale è il ridere dello stolto. Anche questo è vanità.
7
Certo l’oppressione fa impazzare il savio, e il presente fa perdere il senno.
8
Meglio vale il fin della cosa, che il principio di essa; meglio vale chi è di spirito paziente, che chi è di spirito altiero.
9
Non esser subito nell’animo tuo ad adirarti; perciocchè l’ira riposa nel seno degli stolti.
10
Non dire: Che vuol dire che i giorni di prima sono stati migliori di questi? perciocchè tu non domanderesti di ciò per sapienza.
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