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Atti 26:19-22

Atti 26:19-22

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Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste visione;
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ma, prima a que’ di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento.
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Per questo i Giudei, avendomi preso nel tempio, tentavano d’uccidermi.
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Ma per l’aiuto che vien da Dio, son durato fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli e a grandi, non dicendo nulla all’infuori di quello che i profeti e Mosè hanno detto dover avvenire, cioè:
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