Skip to content
Atti 26:19-23

Ubbidienza alla celeste vocazione

Atti 26:19-23
19
Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste apparizione.
20
Anzi, prima a que’ di Damasco, e poi in Gerusalemme, e per tutto il paese della Giudea, ed a’ Gentili, ho annunziato che si ravveggano, e si convertano a Dio, facendo opere convenevoli al ravvedimento.
21
Per queste cose i Giudei, avendomi preso nel tempio, tentarono d’uccidermi.
22
Ma, per l’aiuto di Dio, son durato fino a questo giorno, testificando a piccoli ed a grandi; non dicendo nulla, dalle cose infuori che i profeti e Mosè hanno dette dovere avvenire.
23
Cioè: che il Cristo sofferirebbe; e ch’egli, ch’è il primo della risurrezion de’ morti, annunzierebbe luce al popolo, ed a’ Gentili.
Settings

Reading Style

Typeface

Font Size 19px

Options